LA SPIRALE DI FUMO

Per continuare a leggere con noi iscriviti al gruppo Facebook: ISEAF BOOKS 

Non perderti gli ultimi aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook: ISEAF

Trovi le nostre opere anche su: INSTAGRAM


MARCO RUSSO

LA SPIRALE DI FUMO



LE TAZZINE FUMANTI

Claudicante e lesta procedeva nell’andito sovente l’arcigna e bassa figura.
Le vestigia non erano certo quelle di una bimba bella; ma gli occhi erano pieni di malia.
Era un’emerita stronza!
Ella deambulava sentendosi laudare da un manipolo di pusillanimi proseliti di cui amava farsi circondare.
Ve n’eran di quelli affetti da evidenti sintomi di ecolalia che si sperticavano in gargantueschi panegirici; tal’altri lestofanti non indugiavano a farsi beffa della malefica appena questa si allontanava dal loro desco.
Si narra che un dì due coriacei giovani osarono contraddire la maledetta.
Giammai alcuno aveva osato ciò al suo cospetto, tanta era la viltà dei suoi adepti. La serpe di certo non avrebbe tardato a covare forti risentimenti nei confronti dei due malcapitati. Tanto fu il livore della malefica che è cosa inenarrabile.
Eh già unico lettore, troppo raccapricciante sarebbe il racconto dell’espressione assunta dalla megera che già versava in evidente stato di putrefazione.
Tra le fide servette della nana vi era Fedora.
Ella aveva tanto sale quanto quello che ve n'è nel pan toscano!
Perciò data la sua infelice natura, sin da giovine, comprese che era meglio agire a mo' di banderuola cercandosi una padrona a cui accodarsi.
Fu così che divenne una delle più fedeli seguaci della laida creatura. Poté così negli anni avanzar di gran carriera sotto l'egida dell'immonda. Sua unica incombenza era quella di prodigarsi in profondi salamelecchi verso la malefica e ripetere pedissequamente ciò che ella pronunziava a guisa di merlo indiano.
-  Madama Ofelia, buondì! - disse l’insulsa Fedora.
Ofelia? Chi era dunque costei! Penserà il mio incuriosito lettore.
Ebbene, questo era il nome della nostra orrenda nana.
D'altro canto, non possiamo proseguire oltre aggettivandola ulteriormente senza ripetersi. Il ritratto a questo punto della medesima vi sarà chiaro. È dunque presto svelato l'arcano mistero.
- Carissima Ofelia! - proseguì con voce gracchiante Fedora - ti trovo in perfetta forma. Questa tua nuova mise è un incanto!
- Tu trovi? - domandò Ofelia che non era di certo indifferente al fascino delle lusinghe.
- Certamente, mia signora! Trasudi agio e distinzione! – ribatté la serva. - La tua eleganza non ha eguali! Sono fortunata ad avere una padrona come te. Che ne dici di un buon caffè? –
Eh già, Fedora non si lesinava nel bere caffè, era una vera e propria caffeinomane. E poi come resistere a quelle gustosissime praline?
-      E sia! - Esclamò la nana. – D’altronde un caffè è meno amaro se bevuto in due!


CONTINUA




QUESTO ROMANZO FA PARTE DEL PROGETTO LETTERARIO DI ISEAF BOOKS  "I SASSI NERI" .


                                                 
    La spiaggia dei sassi neri ai piedi del Monte Conero



                                           VAI AL LIBRO                    VAI AL LIBRO                   VAI AL LIBRO

                                          
                                                 
                                         VAI AL LIBRO                   VAI AL LIBRO                    VAI AL LIBRO



Commenti