LA MACCHINA

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CLAUDIO BALBONI

RACCONTI STRANI
(2 - la macchina)
             
  


Lo zio è morto.
Lo zio non c’ è più…
incredibile!
Ho dovuto pensarci io alle alla sua “ultima pagina”.
Solo perché da 10 anni non parlava più con i miei.
Ho fatto 2 o 3 cose che non dimenticherò di sicuro….
i vestiti…
le ceneri…
i soldi.
In cambio mi ha lasciato questa …
la chiave di dove viveva.
Un magazzino… uno “scatolone” in mezzo ad un campo.
Tutto! Meno chiamarla “casa”.
Nessuno l’ha mai visto uscire da quel bunker da 5 anni…
ha tenuto i rapporti solo con me, via e-mail…
dai suoi messaggi ho capito che si era “sputtanato” tutta la liquidazione di una vita di lavoro per le sue passioni da “tipo speciale”: giochi di montaggio, computer, stampanti a 3D. Adesso, è tutto mio!
Ci sarà bene qualche cosa che possa rivendere!
Se no tengo tutto; … tanto secondo me in qualche cosa gli assomiglio!
Prima di essere ricoverato mi ha scritto:
«Stefano vieni all’ ospedale che ti devo dare una chiave.»
Quando sono arrivato lui era già “andato”: infarto.
L’infermiere mi ha detto che la chiave era sotto al cuscino.
L’ho trovata.
Ed è proprio la chiave del “magazzino”, del suo “bunker”. Ho realizzato subito che quello che c’era dentro era tutto mio.
Da quello che mi scriveva negli ultimi anni si divertiva a costruire dei piccoli automi semoventi: li chiamava “macchine”.
Ultimamente appariva particolarmente soddisfatto. Pensavo che fosse riuscito a farli parlare.
L’ultimo messaggio diceva:
«Stefano, l’ultima macchina che ho fatto è regolata in modo particolare e bisogna tenerla occupata.»
Non capivo cosa volesse dire.
Ecco il “magazzino”.
Proviamo ad entrare.
Forse avrei fatto meglio a prendere con me la mazza da baseball.
Il portone si è aperto subito.
È buio completo; attacchiamo la luce; fatto; accendiamo; fatto.
Adesso qualche cosa si vede.
Dai andiamo dentro.
Non dà molta sicurezza; ma, animo!
Dai che adesso è tutto mio!
Boia, che mucchio di roba buttata per terra!
È una montagnola di pezzettini di giochi delle costruzioni.  Ci sarà un milione di mattoncini.
Questi non li vuole più nessuno!
Ci vorrà una settimana per buttarli via tutti!
Ci saranno 1000 scatole di giochi di montaggio; sono tutte impilate; ce ne sono ancora di chiuse.
Bene, quelle le posso rivendere!
Ma guarda, quella in fondo è la maxi stampante a 3D.
Boia, ci puoi stampare un cavallo!
È enorme!
L’avevo capito quando l’hanno portata con il camion, ci hanno messo un pomeriggio a scaricarla.
Deve valere un bel po’ di soldi; ma a chi la vendo?
Questa è la zona dello studio/cucina; qui c’è il computer; adesso è mio anche questo; è proprio uno di quelli belli potenti!
Ma, cos’è questo?!
Sembra un manichino quello seduto sul divano.
Mi avvicino.
Boia, vuoi vedere che l’ha fatto lo zio!
Lo tocco.
Non faccio in tempo a capire cosa succede che quello si alza di scatto e mi afferra con una mano alla gola!

CONTINUA
        
QUESTO RACCONTO FA PARTE DEL PROGETTO LETTERARIO DI ISEAF BOOKS  "I SASSI NERI" IV EDIZIONE OTTOBRE-DICEMBRE 2018.



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